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La canzone Italiana? Non esiste...

di Eddy Anselmi

Sanremo - Passeggiata ImperatriceL'autore del volume Eddy Anselmi spiega come parlare di tradizione musicale italiana sia formalmente improprio. Racconta il perchè si fa, e non rifiuta l'abitudine di utilizzare questo termine. Ma la musica che si celebra a Sanremo, avverte, ha un respiro molto più internazionale di quanto si pensi.

Da un punto di vista strettamente filologico, quella "canzone italiana" di cui la manifestazione di Sanremo si propone di essere il Festival non è - né mai propriamente diventerà - un vero e proprio genere musicale con una peculiare cifra stilistica tradizionalmente codificata. La "canzone", col significato affine a quello che le attribuiamo oggi, nasce a cavallo tra XVIII e XIX secolo per celebrare ricorrenze o sentimenti, si afferma in epoca napoleonica e risorgimentale per la sua duttilità a diventare inno politico. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, quella che viene definita "canzone italiana" è una combinazione stratificata di stili, che attinge dal teatro leggero, dal café chantant, dal tabarin, per proseguire con l'avanspettacolo e il teatro di rivista. Al di là dell'opera lirica, una tradizione canzonettistica che possa definirsi tipicamente italiana è ben lungi dall'esistere.

La canzone leggera italiana deve molto alla scuola nordeuropea dell'operetta, e orchestrazioni e arrangiamenti risentono delle contaminazioni con i ritmi latini, africani, brasiliani e caraibici, assimilati dai musicisti e talvolta anche dai cantanti nel corso delle loro lunghe trasferte all'estero, sovente a bordo delle navi da crociera. In seguito, si sono innestate su quest'impianto le mode americane del rock'n'roll e del rhythm and blues e quelle inglesi del beat (creando l'ibrido bìtt, secondo la convincente definizione di Riccardo Bertoncelli).

Esiste poi una tradizione di canto popolare ricca di reminiscenze classicheggianti, che si esprime nella scuole dei tenori leggeri come il romano Claudio Villa o il milanese Luciano Tajoli. Tutto il mondo riconosce alla lingua italiana la sua particolare musicalità, e l'Italia ha saputo regalare al mondo canzoni e cantanti di enorme successo.

Qualificare come "italiano" ciò che, lingua a parte, da un punto di vista stilistico non è strettamente legato alla tradizione nazionale, sembra non avere nessuna giustificazione sotto il profilo storico, critico e contenutistico. Più che di "canzone italiana", definizione coniata negli anni cinquanta, forse concessione automatica e inconsapevole a una certa autoreferenzialità culturale e reminiscenza del lessico in uso al tempo dell'autarchia, è opportuno quindi parlare di "canzone in Italia" o di "canzone in lingua italiana". Pensare alla canzone italiana come a un genere specifico è diventata in seguito un'abitudine consolidata, e ancora oggi la facciamo nostra, pur notando che dietro questa definizione spesso si celano produzioni dal carattere molto più eclettico e globale di quanto si possa immaginare.

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